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THAI BOXE – MUAY THAI

Cos’è la Muay Thai

 

Muay Thai detta anche Thai Boxe, è lo sport nazionale della Thailandia, è un’arte marziale resa unica e bellissima dalle cerimonie, dalla danza e dai rituali pre-combattimento, dalla storia e

dalle tradizioni di cui è simbolo, dall’insegnamento di princìpi e valori importanti come, ad esempio, il rispetto e il coraggio.

I due nomi caratterizzano fondamentalmente lo stesso sport, indicano la stessa disciplina:

Muay Thai è il nome originale thailandese,

Thai Boxe è il nome con cui venne identificato questo sport in Europa quando iniziò ad essere esportato dal suo Paese di origine durante il secolo scorso.

 

Le origini: Boxe Thailandese

 

L’origine della Muay Thai risale a diverse centinaia di anni fa:

esistono molte versioni sulla storia di questo sport, ma tutte le fonti concordano nel dire che era il principale e il più efficace metodo di autodifesa usato in un primo tempo negli scontri tra tribù nomadi che si spostavano tra Cina, Vietnam, Laos, Birmania, Cambogia fino ad arrivare nella stessa Tailandia e in Malesia e successivamente nei campi di battaglia delle tante guerre che si sono succedute nella storia thailandese.

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Gran parte della storia scritta della Muay Thai è andata persa quando, nel XIV secolo, i birmani saccheggiarono e depredarono i templi depositari della conoscenza di questa disciplina.

I pochi volumi che si sono salvati, oggi sono considerati veri tesori nazionali e vengono conservati e protetti come parte molto significativa del patrimonio culturale thailandese.

 

La Muay Thai venne soprannominata “L’arte di otto arti”: questo perché da sempre venivano utilizzati 8 punti di contatto: 2 pugni, 2 gomiti, 2 ginocchia e 2 piedi.

 

Il corpo aveva il compito di imitare e sostituirsi alle armi da guerra:

  • le mani fungevano da spada e da pugnale,
  • le gambe e gli avambracci induriti dai duri allenamenti, fungevano da vere e proprie corazze nell’ incassare i colpi,
  • i duri colpi dati con i gomiti si sostituivano a catene e martelli,
  • le gambe e le ginocchia diventavano asce da guerra personali.

 

Il tutto con il fine di sfinire il nemico e ucciderlo nel più breve tempo possibile in modo da mantenere le energie a lungo.

 

Gli insegnamenti venivano tramandati da padre in figlio, dai soldati anziani ai più giovani.

 

Tattiche, tecniche offensive e difensive, posizioni, competenze fisiche e mentali tutto al fine di aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie capacità rendendo i colpi sempre più efficaci, rapidi, debilitanti e schiaccianti per consentire al guerriero di passare rapidamente all’avversario successivo senza lasciare spazio ad un eventuale attacco ai suoi danni.

 

Era uno “Stile di combattimento efficace” e per questo sempre più radicato:

i militari thailandesi continuarono a formare i loro soldati per secoli secondo le regole della Muay Thai andando a definire sempre più le abilità, le tattiche e le tecniche per uscire vincenti dalle tante guerre contro birmani, cambogiani e tutti gli altri invasori.

 

Nei periodi di pace, i giovani militari thailandesi praticavano la Muay Thai nei propri villaggi per divertimento sempre allenati dai guerrieri più anziani.

L’amore per la disciplina e la necessità di difendere il regno, hanno reso di generazione in generazione la Muay Thai una parte importantissima della cultura thailandese.

 

Muay thai moderna

 

Negli ultimi 100 anni, grazie alla grande popolarità al livello nazionale in Thailandia, questa disciplina ha iniziato a raccogliere sempre più riconoscimenti e una maggiore esposizione mediatica a livello internazionale.

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i soldati thailandesi vennero a contatto con quelli delle altre nazioni che rinominarono la Muai Thai inizialmente con il nome di “Siam Boxing” (derivato da Siam: il nome originale dell’attuale Thailandia).

I francesi la definirono “Le Sport Orient” detto anche “lo stile di combattimento dell’oriente”.

I soldati provenienti dall’Europa e dall’America erano affascinati e impressionati dallo stile di lotta praticato in allenamento dai soldati Thailandesi e chiesero loro di insegnargli le basi e le tradizioni per poi portarle nelle loro patrie alla fine del conflitto.

A questo punto l’interesse verso la Muay Thai aumentò molto anche a livello internazionale: finì così il tempo in cui era un gioiello culturale nascosto e protetto della cultura Thailandese.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, in seguito alla rapida espansione che la Muay Thai ebbe, vennero introdotte le prime regole formali per regolamentarla:

sostituiti gli spazi aperti con aree delimitate in cui combattere, gli incontri vennero divisi in 5 round con limiti di tempo scanditi da un orologio e integrate le classi di peso per gli atleti.

Inizio così a somigliare per regole e organizzazione alla Boxe e nacquero veri e propri stadi come il Lumpini a Bangkok considerato come una “terra santa” della disciplina.

 

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In Thailandia i professionisti si allenano molte ore al giorno, iniziano a combattere già da bambini all’età di 6-8 anni e possono arrivare a contare fino a 120-130 incontri (tre volte di più di quanti ne possa avere un pugile molto attivo) prima di raggiungere i 25 anni.

Molti lo fanno come lavoro per sostenere economicamente le loro famiglie: il guadagno minimo e appena sufficiente a sostenere una sola persona (circa 100/150 dollari a incontro) li porta ad allenarsi tanto da essere in grado di affrontare e gestire molti incontri in tempi ravvicinati.

Proprio a causa dei ritmi di allenamento e di combattimento così alti e intensi, le carriere dei fighters Thailandesi non sono lunghe, tuttavia sono famosi per la loro capacità di ignorare il dolore e le lesioni che subiscono durante gli incontri.

Al giorno d’oggi è diventata uno sport molto popolare su scala globale ed è recentemente entrato a far parte degli sport olimpici ottenendo finalmente il riconoscimento che merita.

 

Muay Thai: Lo sport dei Re

 

La Muay Thai può anche essere chiamata “Lo sport dei re”:

la monarchia thailandese ha sempre svolto un ruolo di rilevante importanza nello sviluppo della disciplina e dello sport stesso.

 

Re Sri Saan Petch soprannominato “il re Tigre” amava partecipare e competere nei tornei con una maschera da tigre sul volto in modo da non essere riconoscibile e poter combattere ad armi pari con gli avversari che se avessero scoperto la sua vera identità, si sarebbero rifiutati di combattere visto il grande rispetto che provavano verso il loro amato e grande re.

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Una leggenda thailandese narra che nel 1560 durante una delle tante guerre con i birmani, re Naruesan venne catturato.

Era famoso per le sue grandi abilità di combattente e gli fu offerta la possibilità di lottare e sconfiggere alcuni dei migliori guerrieri birmani per riottenere la libertà.

Accettò, li sconfisse uno ad uno e tornò in patria da eroe e diventando una leggenda della Muay Thai.

 

In generale, i re thailandesi hanno da sempre avuto un ruolo importantissimo nella diffusione della Muay Thai: organizzavano feste con incontri e tornei spettacolari con partecipanti provenienti da tutto il Paese.

 

Un’altra leggenda thailandese molto conosciuta è quella di Nai Khanom Tom.

 

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Era un combattente che venne imprigionato nel 1767 dall’esercito birmano durante i saccheggiamenti dei templi, dei tesori e delle ricchezze dell’allora capitale thailandese Ayudhaya.

 

Durante le celebrazioni per la vittoria, il re birmano ordinò per suo divertimento ai prigionieri di combattere contro i suoi migliori uomini.

Arrivato il suo turno, Nai Khanom Tom chiese e ottenne il permesso di potersi preparare e concentrare.

 

Iniziò un lento rituale intorno all’area di combattimento al fine di omaggiare il suo maestro, il suo sport e il suo paese e quando iniziò l’incontro, sconfisse facilmente sia il suo avversario (convinto di aver perso perché maledetto proprio dallo strano rituale) che altri 10 guerrieri.

 

l re birmano impressionato dalle abilità di Nai Khanom Tom, gli concesse la libertà ricompensandolo con diverse donne birmane che diventarono sue mogli e concubine.

 

Tornato in patria da eroe, dedicò il resto della sua vita ad insegnare Muay Thai.

 

Ancora oggi è considerato come “il padre della Muay Thai”.

 

Wai Khru Ram Muay: il rituale della danza 

 

La Muay Thai è la più antica arte dell’auto difesa che si conosca e le sue particolari tradizioni sono state tramandate di generazione in generazione lungo i secoli.

 

Una delle più antiche è la “Ram Muay”: una particolare danza, un rituale svolto dai fighters sul ring prima che inizi l’incontro al fine di scacciare gli spiriti maligni ed evocare quelli positivi in cui ogni lottatore, ornato da vestiti tradizionali thailandesi, ripete mentalmente preghiere propiziatorie perché l’incontro abbia un esito positivo.

Guarda il VIDEO:

Sigilla il ring” percorrendolo per 3 volte lungo tutto il perimetro, dopo di ché inizia la danza finalizzata a mostrare il rispetto che l’atleta prova nei confronti del suo allenatore, del suo sport, del suo Paese e delle religioni in cui crede muovendosi sul ring a tempo di musica e fermandosi in preghiera ad ogni angolo mostrando rispetto anche per l’avversario: Il “Wai Khru”.

 

Nella seconda fase del rituale (il Taa Phrom Naang), l’atleta inginocchiato a terra, pratica una serie di movimenti lenti e meticolosi che dovrebbero simulare i gesti con cui venivano fatti i bendaggi nei tempi antichi.

Anche in questo caso i movimenti vengono ripetuti 3 volte e poi altrettante volte da in piedi (Phrom Si Na)

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Il fighters si dirige infine verso l’angolo del ring (Pitee Tod Mongkon) dove lo attende il suo maestro che alla fine della recitazione delle preghiere propiziatorie per il buon andamento dell’incontro, pronuncia la frase “da uomo diventi guerriero” e toglie dalla testa dell’atleta il copricapo (Mongkon) posizionandolo proprio sull’angolo perché continui a proteggere l’atleta anche durante l’incontro.

Per alcuni, questo è un rituale che dà spazio alle profonde convinzioni spirituali, alla connessione con gli spiriti di questo sport e con i grandi maestri defunti, mentre per altri è il momento perfetto per concentrarsi e per effettuare lo stretching necessario per riscaldare i muscoli.

 

Il Ram Muay è accompagnato da musiche specifiche tradizionali thailandesi dette “Sarama” che normalmente vengono suonate con 4 strumenti: pi java, un paio di glong kaek e un Ching.

 

In alcune competizioni occidentali è un rituale che non viene eseguito, ma in Thailandia è da sempre parte integrante di ogni incontro.

 

Tatuaggi, accessori e superstizioni

 

I tailandesi sono famosi per essere sempre stati molto superstiziosi:

gli atleti Muay Thai usano ancora oggi avere tatuaggi particolari (possibilmente fatti con le tecniche tradizionali con i bastoncini di bambù da un monaco buddista) e amuleti o seguire cerimonie particolari al fine di evitare che la sfortuna e gli spiriti maligni li seguano nel ring.

 

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Soprattutto in passato non era raro che portassero con sé pezzetti di ossa dei loro antenati avvolti nel copricapo o nel bracciale sul bicipite perché credevano che i loro buoni spiriti potessero proteggerli dai maligni e dagli infortuni sul ring.

 

Ancora oggi gli atleti hanno particolari tatuaggi con simboli e scritte tailandesi le cui iscrizioni dovrebbero servire proprio a proteggere l’atleta da sfortuna, fantasmi, spiriti ecc, dandogli buone influenze e influssi positivi, oppure concedere forza, coraggio e maggiore fiducia in sé stesso durante l’incontro.

 

 

Mongkhon è il tradizionale copricapo che ogni fighters Muay Thai indossa: si crede essere fonte di fortuna e protezione per l’atleta e viene custodito con assoluta cura da ognuno di loro.

 

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Leggi l’articolo: Thai fight un grande successo anche in Italia

 

Prajied sono particolari “bracciali che vengono indossati dai combattenti prima di salire sul ring e servono a proteggere l’atleta che li indossa dal male e dagli spiriti maligni.

Regole degli incontri

(Regole degli incontri in versione PDF)

Abbigliamento:

durante gli incontri gli atleti indossano solo i pantaloncini e la conchiglia per la loro sicurezza.

 

In Thailandia il colore dei pantaloncini indica anche l’angolo di appartenenza dell’atleta:

blu o nero indicano l’angolo blu, rosso, rosa o qualsiasi altro colore purchè con strisce rosse indica l’angolo rosso.

 

Bendaggi:

i bendaggi sotto i guantoni hanno normalmente una larghezza di 5 cm e una lunghezza di 6 metri.

 

 

Guantoni:

devono essere omologati dalla federazione e controllati dall’arbitro prima dell’incontro nel caso non vengano utilizzati guantoni nuovi.

In base alla categoria di appartenenza degli atleti, varia il peso dei guantoni (espresso in once)

 

Rito del peso:

prima di ogni incontro gli atleti devono effettuare il rito del peso per verificare di rientrare nel peso limite imposto dalla categoria a cui appartengono.

 

L’incontro:

per i professionisti gli incontri si svolgono su 5 round da tre riprese ciascuno intervallati da 1 minuto e mezzo di pausa.

 

L’allenatore e i secondi:

rimangono all’esterno dell’angolo del ring di appartenenza, hanno il compito di supportare e verificare l’integrità dell’atleta durante gli intervalli tra un round e l’altro, di controllare che il ring non sia bagnato per evitare cadute e di comunicare all’arbitro l’eventuale impossibilità a procedere dell’atleta.

 

Il ring:

deve essere rialzato da terra e il perimetro delle corde deve avere una misura massima di 7.30 x 7,30.

Il pavimento deve proseguire anche all’esterno ring per riparare gli atleti da eventuali cadute e deve essere fatto da assi di legno ricoperte da spugna o da tappetini appositi con un ulteriore strato fatto da un tappeto di canvas.

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Leggi l’articolo: Successo a Torino per l’ottava edizione della Thai boxe Mania

Giudici:

sono 5 tra cui 1 presidente di giuria, tre giudici disposti uno per ogni lato del ring e un arbitro posizionato all’interno dell’area di lotta.

Oltre a loro troviamo a bordo ring 1 cronometrista e i medici qualificati pronti a intervenire in caso di necessità.

 

I giudici hanno il compito di assegnare i punteggi ad ogni fighters al fine di decretare il vincitore dell’incontro.

 

muay_thai_incontriL’arbitro ha il compito di controllare l’abbigliamento degli atleti, invitarli a stringersi le mani all’inizio dell’incontro in segno di rispetto, assicurarsi che gli atleti combattano rispettando le regole, mantenere il controllo dell’incontro fermandolo in caso di scorrettezze o nel momento in cui uno dei 2 atleti sia in difficoltà, raccogliere i punteggi dei giudici e indicare il vincitore.

 

Può utilizzare tre comandi:

  • Chok per indicare l’inizio del combattimento dopo ogni stop
  • Yud per ordinare di fermarsi
  • Yak per ordinare ai fighters di separarsi

 

Ha facoltà di far terminare l’incontro nel momento in cui uno dei due atleti si trovi in netta difficoltà, sia scorretto o non sia in grado di proseguire a causa di ferite o infortuni riportati durante la lotta, infine, può interrompere l’incontro per richiamare gli atleti in caso di scorrettezze o di irregolarità.

 

Verdetti:

gli incontri possono essere vinti per:

  • ko (nel caso uno dei due atleti dopo 10 secondi di conteggio non sia in grado di proseguire)
  • ko tecnico (quando uno dei due è seriamente ferito, nel caso uno dei due non prosegua nel combattimento dopo l’intervallo, quando il dottore decide che non può proseguire, nel caso avvengano più conteggi in uno stesso round)
  • ai punti
  • per ritiro
  • per violazione delle regole
  • no decision (in caso di combattimenti non corretti (pesi diversi ecc.)
  • no contest (problemi del ring o per eventi esterni che portano al blocco del match) oppure in parità (nel caso i pugili ottengano lo stesso punteggio).

 

Categorie di peso:

 

Categoria di peso Peso kg
Minimosca fino a 48 kg circa
Junior mosca fino a 49 kg (solo in Thailandia)
Mosca fino 50.800 Kg
Super mosca fino a 52.163 Kg
Gallo fino a 53.525 Kg
Super gallo fino a 55.338 Kg
Piuma fino a 57.152 Kg
Super piuma fino a 58.967 Kg
Leggeri fino a 61.237 Kg
Super leggeri fino a 63.503 Kg
Welter fino a 66.678 Kg
Super Welter fino a 69.853 Kg
Medi fino a 72.574 Kg
Super medi fino a 76.204 Kg
Medio massimi fino a 79.378 Kg
Massimi leggeri fino a 86.183 Kg
Massimi oltre 86.183 Kg
Supermassimi non oltre i 95 Kg

 

Perché frequentare un corso di Muay Thai?

 

Muay Thai è sinonimo di Autodisciplina, è fiducia fisica e mentale per affrontare qualsiasi tipo di situazione e praticarla in palestra è uno dei modi migliori per non finire in strade sbagliate.

 

È una delle discipline di arti marziali più efficaci e potenti al mondo, è valida come autodifesa, interessa ed allena tutte le parti del corpo e permette al guerriero che ognuno ha dentro di sé di manifestarsi e liberarsi nel modo giusto.

 

Dà coraggio:

seguire un regolare allenamento Muay Thai contribuisce in modo naturale ad aumentare la fiducia in sé stessi: si impara a lasciare la “zona di confort” andando incontro a qualcosa che non si conosce aumentando così l’audacia e il coraggio sia in palestra che nella vita quotidiana.

 

Insegna l’autodisciplina:

praticare questo sport insegna l’autodisciplina: si impara a porsi obiettivi e raggiungerli attenendosi in modo scrupoloso al programma di allenamento e al duro lavoro. Non ci sono scorciatoie!

 

Insegna come restare calmi:

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capita spesso che le cose non vadano come vorremmo, ma questo non deve abbatterci:

 

la Muay Thai migliora l’umore dopo una giornata impegnativa, insegna ad adattarsi velocemente alle diverse situazioni e aiuta a affrontare lo stress quotidiano oltre a rimanere calmi e lucidi nel caso si presentino situazioni difficili o poco piacevoli.

 

Definisce il fisico:

Muay Thai allena in modo aerobico e anaerobico tutto il corpo coinvolgendo tutti i vari gruppi muscolari. Permette di aumentare la forza complessiva, ma anche di bruciare molte calorie, di tonificare, perdere peso e definire il fisico.

Rafforza la mente:

praticare Thai boxe è uno dei modi migliori per allenare anche la forza mentale: lungo il percorso di allenamento si sviluppa nella mente la consapevolezza di essere in grado di resistere e persistere nei momenti difficili superando le difficoltà che si presentano sia all’interno della palestra che nella vita di tutti i giorni.

 

Nuove amicizie:

durante gli allenamenti si interagisce e si entra in contatto con persone anche molto diverse tra loro, ma con una passione piena di ideali comuni. Si diventa presto amici e saranno persone presenti nei momenti del bisogno.

 

Thai boxe per gli uomini

 

Se sei stanco di sentirti indifeso, debole e inadatto, 

se sei stufo di avere una bassa autostima

e poca fiducia nelle tue capacità,

se è arrivato il momento di cambiare, 

la soluzione è la Thai Boxe.

 

Già dai primi allenamenti ci si sentirà più forti e si è motivati a continuare nonostante la fatica: l’elevata qualità degli esercizi e dei movimenti permette di sviluppare tutte le fasce muscolari portandoti ad avere un corpo forte ed atletico di cui essere fiero.

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Ad ogni sessione è possibile notare miglioramenti continui sia nella sfera mentale che in quella fisica: coraggio, forza interiore, abilità, tecnica, rispetto verso di te e verso gli altri, atletismo, fiducia sé stessi: si avrà un atteggiamento più positivo anche nella vita al di fuori della palestra e diminuirà la paura di fallire.

 

Thai boxe ha il potere di alleviare lo stress, di gestire la collera e il nervosismo: gli allenamenti aiutano a scaricare le tensioni, a dimenticare i problemi e ti renderai conti di diventare una persona più tranquilla e paziente.

 

Thai boxe e le donne

 

All’inizio può apparire per certi aspetti uno sport intimidatorio e prettamente maschile, in realtà la pratica delle arti marziali porta tanti aspetti positivi alla vita delle donne.

 

Insegna ad avere le competenze necessarie per proteggere sé stesse nei momenti di eventuale difficoltà, a sapersi difendere nel caso una situazione lo richieda.

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Allenandosi regolarmente, vedendo i continui miglioramenti, migliora la fiducia, migliora l’autostima e migliora la capacità di relazionarsi con altre persone perché le arti marziali richiedono un contatto costante con gli allenatori e con i compagni di allenamento.

 

I muscoli diventano più definiti e sviluppati, la mente si allena ad affrontare ogni possibile situazione senza paura, con lucidità.

Ci si renderà conto di essere in grado di rialzarsi dopo ogni caduta, dopo ogni ostacolo, di continuare a provare fino a quando si raggiungono gli obiettivi prefissati.

 

Si avrà la forza di abbracciare sempre nuove sfide senza timore di non riuscire a gestirle e superarle.

 

Nelle arti marziali il corpo è sia arma che armatura, allenandosi regolarmente si impara a rispettarlo, a trattarlo con cura e diventerà naturale seguire uno stile di vita più sano; ci si sentirà inevitabilmente più in forma, più sicure e orgogliose di sé…più felici!

 


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